Comunicato Stampa CSC Mobilità: burocrazia e crisi finanziaria nel trasporto pubblico di Latina.

CSC Mobilità: “I tempi della burocrazia mettono a dura prova il trasporto pubblico di Latina. Un’asfissia finanziaria da oltre 3 milioni di euro sostenuta con responsabilità e risorse proprie dall’azienda per garantire il servizio”

CSC Mobilità esprime il suo più profondo rammarico per i disagi che in questi giorni stanno colpendo migliaia di cittadini, studenti, lavoratori e famiglie di Latina. Si tratta di una situazione critica che la nostra società ha cercato con ogni mezzo e con immani sacrifici finanziari di scongiurare per oltre (31) trentuno mesi.

Oggi, per senso di responsabilità e trasparenza verso la collettività, riteniamo doveroso fare chiarezza sulle reali cause di questa crisi: un blocco che non ha natura politica, ma che risiede interamente nelle complesse dinamiche procedurali e nelle lungaggini burocratiche che rallentano l’azione amministrativa.

La crisi attuale non nasce da una mancanza di risorse regionali, bensì dai complessi passaggi amministrativi necessari per il loro effettivo incameramento e trasferimento a chi gestisce quotidianamente il servizio su strada.

Nel 2023, una complessa istruttoria tecnico-amministrativa aveva formalmente certificato il riequilibrio economico-finanziario del contratto di servizio di CSC Mobilità, individuando un corrispettivo chilometrico congruo e sostenibile. La Regione Lazio ha fatto prontamente la propria parte, stanziando e incrementando i fondi destinati al Comune di Latina per coprire tale adeguamento.

Tuttavia, per le annualità 2024 e 2025, i lunghi tempi richiesti per il perfezionamento degli atti amministrativi non hanno ancora consentito l’effettiva acquisizione di questi fondi regionali, peraltro già stanziati in virtù della Legge Regionale n. 19/20222 (art.9 comma 160). Il risultato di questo stallo burocratico è stato drammatico per i flussi di cassa aziendali, di fatto portato all’asfissia finanziaria: un accumulo di crediti insoluti a favore di CSC Mobilità che, al 31 dicembre 2025, ha superato l’esorbitante cifra di tre milioni di euro.

Nessuna azienda privata, per quanto strutturata, può sostenere agevolmente un simile livello di crediti non riscossi. Se i bus hanno continuato a circolare regolarmente in questi trentuno mesi, garantendo il diritto alla mobilità dei cittadini di Latina, è stato solo grazie al profondo senso di responsabilità dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali, di CSC Mobilità e allo sforzo straordinario dei suoi soci, che hanno immesso massicce risorse finanziarie proprie per sopperire alla temporanea mancanza di liquidità pubblica.

Questo sforzo ha però un limite invalicabile, dettato dalle regole di bilancio e dai rigorosi criteri di sostenibilità aziendale. A causa di questa prolungata asfissia finanziaria, la società è stata costretta dal gennaio 2026 a prendere decisioni estremamente dolorose, come la sospensione temporanea dei buoni pasto per i dipendenti e l’avvio di studi per una potenziale revisione della rete volta al contenimento dei costi. Si tratta di misure sofferte, dettate unicamente da oggettive ragioni di cassa, che l’azienda si impegna a revocare non appena l’iter burocratico sarà concluso e verranno liquidate le somme dovute. Nonostante la gravità della situazione, l’azienda ha continuato a tutelare i propri lavoratori e le loro famiglie garantendo sempre il regolare pagamento degli stipendi.

L’evoluzione di questa crisi era ampiamente prevedibile e documentata. Dal novembre 2025 al maggio 2026, CSC Mobilità ha inviato ben nove comunicazioni ufficiali protocollate ai vari livelli istituzionali coinvolti, con l’obiettivo di trovare una soluzione preventiva e condivisa.

In questo contesto, la prospettiva di un ritorno ai corrispettivi tariffari fissati nel 2018 si è rivelata tecnicamente impraticabile, poiché del tutto inadeguata a considerare l’inflazione accumulata, l’impennata dei costi energetici e dei carburanti, gli impatti della pandemia sui trasportati, oltre agli esiti della stessa istruttoria che nel 2023 aveva ridefinito l’equilibrio economico del servizio.

Anche di recente, a seguito del nuovo e importante intervento della Regione Lazio con la Deliberazione di Giunta n. 496 del 25 giugno 2026, i tempi richiesti per la traduzione pratica del provvedimento a livello comunale hanno richiesto oltre un mese di attesa. Questo rallentamento procedurale ha impedito a CSC Mobilità persino di emettere la fattura relativa al secondo trimestre del 2026, sbloccata solo parzialmente il 28 luglio scorso dopo ripetute sollecitazioni formali che evidenziavano l’imminente esaurimento delle disponibilità finanziarie correnti.

CSC Mobilità respinge fermamente ogni tentativo di addebitare alla gestione aziendale le cause di questo stallo. L’azienda ha sempre operato con la massima trasparenza, informando costantemente tutti i soggetti interessati della reale situazione finanziaria; senza risorse si deve necessariamente rivedere la rete dei servizi e adeguare i costi per evitare un fallimento annunciato.

La burocrazia e le complesse procedure amministrative non possono e non devono compromettere la mobilità di una città capoluogo, dei suoi lavoratori e delle sue famiglie. CSC Mobilità non ricerca lo scontro istituzionale, ma esige il rispetto dei patti sottoscritti e la tutela della propria stabilità industriale.

Rivolgiamo un accorato appello affinché si proceda con la massima urgenza al superamento di tutti gli ostacoli tecnico-amministrativi ancora pendenti, rendendo immediatamente fruibili le risorse stanziate dalla Regione Lazio oltre alla copertura delle risorse finanziate dalla Regione Lazio per il 2024 e 2025 e non riscosse dal Comune. Solo così sarà possibile restituire serenità ai lavoratori e garantire alla cittadinanza un servizio di trasporto pubblico efficiente, stabile e dignitoso non solo nel breve ma anche nel lungo periodo.

Latina, 03 agosto 2026

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